Chi ha visto Frankenstein Junior (1974), non può mai più toglierselo dalla testa.
Chi può dimenticare la "gobba" che appare e scompare sulle spalle di un Igor-Marty Feldman in stato di grazia? Chi può dimenticare gli occhioni stralunati di un Gene Wilder che impersona in maniera perfetta la figura del nipote del "mostruoso" scienziato dottor Victor von Frankenstein?
Quante volte abbiamo ripetuto la ormai più che celebre frase "Il lupo ululà e la casa è ululì"?
Mel Brooks, ormai ottuageneraio regista, ci ha regalato questa perla, della comicità, del non-sense, del grottesco in un bianco e nero perfetto.
Ha rivisitato con un'intelligenza particolare il mito della "cosa", del mostro che risuscita grazie alla genialità di uno scienziato pazzo che vuole sostituirsi al Creatore.
Prende il romanzo di Mary Shelley e lo piega ai voleri della parodia, pesca a mani basse ciò che la cinematografia aveva fatto fino allora, come "La moglie di Frankenstein" un film di James Whale del 1935, e lo corrode fino all'osso traendone il meglio, rivisitandolo e rivestendolo di quei sapori antichi dei film degli anni '30.
E il video che oggi pubblichiamo, è uno spezzone famosissimo del film dove si vede l'addio, in una stazione invasa dai vapori della locomotiva, tra un Gene Wilder-Frankentein e la fidanzata Elisabeth (
Madeline Kahn) che non è solo comico, va oltre.
Trama
Frederick (Gene Wilder), nipote del dottor Frankenstein, è piuttosto pessimista sulla propria ascendenza, ma eredita il castello avito e vi si reca, trovando il gobbo assistente Ygor (Marty Feldman) e la voglia di ripetere gli esperimenti del nonno. Il risultato è la nascita di una nuova creatura (Peter Boyle). Girato in un perfetto bianco e nero stile anni ’30, è una riuscitissima parodia degli horror frankeinsteiniani della Universal. Mel
Brooks ha capito che, per ottenere il massimo risultato, doveva cercare di ricreare le situazioni classiche nel modo più fedele possibile, per agire dall’interno con il suo devastante umorismo. Si spiegano così il bianco e nero, le inquadrature quasi espressioniste, l’atmosfera fumosa e mefitica. Gli espliciti riferimenti a famose sequenze del passato non si contano, dalle partite a freccette a tutto il personaggio di Lionel Atwill de
Il figlio di Frankenstein, alla bambina innocente di Frankenstein. Il cast è perfetto e in stato di grazia: in particolare evidenza Marty Feldman, che trova il ruolo della sua vita, e Gene Wilder, abilissimo nel perfezionare la tattica comica dello slowburn.Lo potete acquistare
QUI a soli 9,90 Eurini e, per chi l'ha visto e a maggior ragione per chi non l'ha visto, il film assicura una home-vision di due ore veramente spassose.
Italo