Il treno ha rappresentato nella storia moderna dell'uomo, uno dei primi passi verso il futuro e ha ricoperto e ricopre, un ruolo predominante per i nostri tranquilli spostamenti per globo.
Ma un ruolo assai importante, il treno l'ha avuto durante le grandi guerre che hanno infiammato gli ultimi 100 anni.
I treni erano in grado di trainare diverse tonnellate, cosa che rese possibile l'invenzione da parte dell'impero austro-ungarico dei carri corazzati. Comparvero per la prima volta nell'agosto 1914 come semplici vagoni dotati di pesanti coperture metalliche imbullonate, per poi migliorare sempre più fino a diventare nel 1918 veri e propri carri armati con cannoni da 80 mm sul fronte e ai lati.
Trainati da motrici di poco valore e appesantite dalle corazze, dei nove treni costruiti e completati cinque erano ancora pienamente operativi alla conclusione delle ostilità, spingendo i comandi austriaci a considerare il progetto come un grande successo.
La Prima guerra mondiale si concluse a bordo di un treno. L'armistizio venne firmato a bordo della carrozza 2419 dell'Orient Express, in sosta presso Compiègne e, nella Seconda Guerra Mondiale, tornò a giocarsi il ruolo strategico.
Le potenti locomotive inglesi, trainavano oltre 20 carri per 800 tonnellate di peso mentre in Italia il treno attraversava tutta l'Europa fino al famigerato fronte russo.
I treni adibiti ad uso militare, erano fondamentalmente dei convogli merci che trasportavano da un confine all'altro armi, munizioni, vettovaglie, e ... soldati. Questi ultimi erano denominati Tradotte, treni riservati principalmente al trasporto di truppe e reparti militari.
Le tradotte trasportavano dal campo di battaglia di prima linea (dove si sparava) anche i feriti, militari in congedo o in licenza.
Per dare qualche numero della Grande Guerra,durante la preparazione per l’offensiva di Vittorio Veneto, in poco meno di un mese furono spostati altri 320.000 uomini e 42.000 quadrupedi e 8.500 carriaggi e cannoni, oltre ai materiali vari. Per il supporto di munizionamento furono utilizzati una media di 400 carri al giorno, con punte di 600.
Infine, durante la battaglia finale vera e propria furono trasportati 140.000 uomini, 8.000 quadrupedi e 1.600 cannoni e carriaggi. Il trasporto di munizioni segnò, in quei giorni,una media superiore ai 600 carri la giorno. In contemporanea, il movimento dei treni ospedale e sanitari ebbe una media di 17 treni al giorno, con una punta di 37 il 31 ottobre.
Sulle tradotte, i fanti cantavano le canzoni di sempre e da fuori si capiva che era una tradotta di ritorno dal fronte. Quelle che partivano erano invece silenziose, cupe, portavano i soldati che andavano a morire.
Quella che pubblichiamo oggi, è una delle più belle canzoni degli ultimi 20 anni che descrive una tradotta di soldati che ritornano dal fronte:
"Generale", del nostro Francesco de Gregori.
... Generale dietro la stazione
lo vedi il treno che portava al sole
non fa più fermate neanche per pisciare
si va dritti a casa senza più pensare
che la guerra è bella anche se fa male
che torneremo ancora a cantare
e a farci fare l'amore, l'amore
dalle infermiere.
Una poesia cantata dove si legge la drammaticità della guerra, sempre e purtroppo drammaticamente attuale. Sembra di vederla la Tradotta col suo carico umano di feriti. Sembra di sentirla quella puzza di piedi e di sudore, mentre la locomotiva traina e scivola sbuffando sui binari e si allontana da quel tramonto, ancora troppo vicino, che s'illumina a tratti di spasimi di lampi colorati degli scoppi delle granate.
Italo