E' un film del 1975 quello con cui facciamo i conti oggi per la rubrica Treno e cinema.
Morboso, violento, questo "Ultimo treno della notte" è considerato dai critici l'opera più incisiva del regista Aldo Lado. Per chi è appassionato del genere trhiller-gang farà sicuramente piacere rivedere gli anni '70 rappresentati dalla pellicola che, pur risentendo del tempo, conserva ancora - retaggio del vicino '68 - una carica decisamente contestatrice.
L'ultimo treno della notte dipinge a tinte forti una trama drammatica (variante meglio riuscita del film di Wes Crave,
L'ultima casa a sinistra) che, aiutata da una sceneggiatura abbastanza precisa, si fa tra l'altro apprezzare per l'interpretazione da
"maledetto" di un giovanissimo
Flavio Bucci che qui dimostra le sue già innate doti recitative.
La trama:
Lisa Stradi (Laura D’Angelo) e sua cugina Margaret (Irene Miracle)
partono dalla Germania per tornare in Italia per le feste di Natale. Durante il viaggio aiutano due balordi (Flavio Bucci e Gianfranco De Grassi) a nascondersi alla vista del controllore (sono senza biglietto), ma poi diventano vittime delle attenzioni dei due. Per sottrarsene, cambiano treno, ma non sanno che i due sono costretti a fare altrettanto e si ritrovano sullo stesso convoglio. Assieme ai due, c’è anche una signora (Macha Meril) che, da vittima dello stupro dei teppisti, è diventata sodale e anzi li guida a nuove nefandezze. Le due ragazze vengono violentate e seviziate: una si suicida, l’altra si getta dal treno nel vano e disperato tentativo di salvarsi. Poi però il trio infernale incappa nel padre di Lisa (Enrico Maria Salerno), che per una serie di circostanze li ospita e si rende conto che sono loro gli assassini di sua figlia...
Tra gli altri interpreti, Enrico Maria Salerno, Macha Méril e Marina Berti, tutti molto bravi e misurati.
Il film è quasi nella sua totalità girato a bordo di treni e ambientato in stazioni da cui, forse, la memoria sfugge.
E' un cinema nostrano dove l'impegno registico e la sceneggiatura, ben si sposano con una ambientazione rigorosa degli anni '70 che, per gli appassionati del genere - anche se nessuno verrà frustato per non averlo visto - è sicuramente una piccola chicca.
Italo
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