Questo film di Bruce H. Humberstone è del 1941 ed è un musical con i controfiocchi: le coreografie sono di Hermes Pan, il bianconero di Edward Cronjager, le canzoni di Harry Warden e Mack Gordon.
Film che, per una generazione di quattrordici/quindicenni italiani di qualche anno fa, non è solo un film, ma è anche la scoperta di Glenn Miller e delle sue musiche che invasero le strade coventrizzate dalla guerra e che nascevano come per magia dai giradischi a manovella degli Alleati.
E la memoria di quel periodo coincide con un Glenn Miller che suona "In the Mood", "It Happened in Sun Valley", "The Kiss Polka", "I Know Why", in questo film che raggiunge il suo apice nel brano che vi presento nel video pubblicato, tra le spaccate dei Nicholas Brothers e la voce calda di Dorothy Dandridge, "Chattanooga Choo Choo", appunto.
E' l'epoca delle scenografie di cartapesta, del bianco e nero e della voglia di sognare: una locomotiva abbozzata e passeggeri che ballano in una stazione immaginaria, sono sufficienti:
Voglio un biglietto di sola andata fino a Tennessee,
immediatamente, il Chattanooga sto arrivando!
Si lascia la stazione in Pennsylvania intorno alle 3:45;
Leggi una rivista e poi sei a Baltimora;
Cena nella sala da pranzo, nulla potrebbe essere più fine...
Così canta lo sprovveduto viaggiatore in questo Sun Valley Serenade e, per l'Italia di quegli anni, il jazz è legato a un'epoca di speranza e alla musica di Cab Calloway, Louis Armstrong, Benny Goodman, Duke Ellington... una musica diversa, che viene dalla "pancia", portata dagli Alleati insieme al sogno di una vita migliore.
Italo