Visto il periodo di crisi che vuol dire non tanto denaro nelle tasche e vista la fortuna di abitare un paese che a giusta ragione è stato denominato Belpaese, continuiamo con le nostre "esplorazioni" nostrane.
Questa volta andiamo in provincia di Viterbo e, precisamente, a Villa Lante, meravigliosa realizzazione del Cinquecento italiano.
E allora potremo girare tra i 22 ettari di superficie passando dalla Fontana dei Mori del Giambologna allo spettacolare sistema di fontane e giochi d’acqua fino ad un bellissimo parco boschivo.
La straordinaria particolarità di Villa Lante è insita nella predominanza del giardino rispetto all'opera architettonica infatti la residenza si sdoppia in due piccoli edifici gemelli (anche se costruiti in tempi diversi) simmetrici rispetto all'asse centrale del giardino che domina l'intera composizione attraverso il percorso d'acqua.
Le geometrie d'acqua di Villa Lante, disegnate da siepi sempreverdi e statue di peperino, seguono un percorso che crea bacini e giochi d’acqua molto particolari.
Il Giardino di Villa Lante è un luogo incantato creato e voluto da un potente cardinale in nome della supremazia dell’uomo sulla natura. Chiusa in un rigoroso dedalo geometrico opera dell’architetto Jacopo Barozzi da Vignola, Villa Lante fu costruita nella seconda metà del Cinquecento per volere del cardinale Gambara, a ridosso di un bosco già riserva di caccia.
La Villa è attraversata longitudinalmente da un ruscello che sgorga in alto dalla roccia e segue il pendio del terreno, sfruttandone i dislivelli e raccordandoli con terrazze e fontane fino a placarsi nel quadrato della fontana dei Mori.
Allora? Convinti?
Se poi non siete distrutti dalla visita e avete voglia di visitare un posto ugualmente magico ma esoterico e molto, ma molto particolare, allungatevi sull'autostrada e proseguite fino a Bomarzo per gustarvi un'altra chicca della nostra amata Italia: Il parco dei Mostri dove sprofonderete in un ambiente di creature di pietra, luoghi mistici e affascinati, parto della fantasia (forse un po' morbosa) di Vicino Orsini, allora signore di Bomarzo (1545-1557).
Italo