… Quando le prime ferrovie cominciarono ad apparire nella penisola, l'Italia unita non esisteva. Lo sviluppo della rete ferroviaria fu spesso reso difficile dal frazionamento politico della Penisola in vari Stati. Nonostante le difficoltà politiche, la chiara importanza del nuovo mezzo di comunicazione, IL TRENO, permise la stipulazione, il 1° maggio 1851, di un accordo internazionale fra lo Stato Pontificio e l'Impero austriaco, direttamente o indirettamente interessato nel Regno Lombardo-Veneto, nei Ducati Emiliani (Modena e Parma) e nel Granducato di Toscana. L'accordo prevedeva la costruzione di una strada ferrata da Piacenza a Firenze passando per Bologna, allora seconda città dello Stato Pontificio dopo Roma.
Ho voluto riportare integralmente il testo sopra esposto perché, oltre ad essere particolarmente chiaro e sintetico, abbiamo la necessità di capire in primis le nostre origini e il periodo storico in cui le stazioni in Italia muovono i primi passi.
Per la Stazione di Bologna, i primi passi sono avvolti nella nebbia dovuta a carenza di dati. Comunemente si legge che i lavori per la costruzione della stazione di Bologna per la Società "Ferrovia Centrale" cominciarono nel maggio del 1858.
La sede, nella stessa locazione di quella attuale, fu posta nella -allora- prima periferia, poco lontano da Porta Galliera e dalle mura trecentesche. I lavori dureranno sei anni ma già il 21 luglio 1859 si ebbe l'inaugurazione della linea Piacenza - Parma - Reggio Emilia - Modena - Bologna. 148 km di strada ferrata con proprietà e gestione della Società Ferrovie Alta Italia.
Con questa linea Bologna fu direttamente collegata con Torino e Genova nello snodo di Piacenza. Il collegamento con Milano avvenne nel 1861 con la costruzione del primo ponte (in legno e a semplice binario) sul Po. Lo stesso anno entrò in esercizio la Bologna - Ancona, di 206 km, gestita dalla Società Ferrovie Romane.
Nel 1862 Bologna fu collegata a Ferrara e l'anno successivo a Pontelagoscuro e poi dal 1865, con la costruzione del ponte sul Po, a Padova e Venezia. Nel 1864 venne inaugurata la Bologna - Pistoia che si collegò alla Pistoia -Prato- Firenze, già in esercizio. La stazione di Bologna Centrale divenne così il nodo principale per la distribuzione del traffico ferroviario Nord-Sud.
Posta com'è al centro di un nodo essenziale per il traffico ferroviario nazionale, Bologna Centrale non poteva non essere interessata ai lavori per la cosiddetta "Alta Velocità" (con le linee Milano-Bologna e Bologna-Firenze) che prevede treni circolanti anche a 300 km/h. A Bologna Centrale è prevista (ed in fase di costruzione) una stazione sotterranea, lunga 642 metri, larga 56 e posta 23 metri sotto il piano attuale, dotata di quattro binari esclusivamente dedicati ai treni superveloci.
Impossibile non citare il drammatico attentato del 2 agosto 1980 che ha tristemente portato Bologna Centrale all'attenzione del mondo. Alle ore 10.25 del 2 agosto, un sabato, un ordigno esplosivo venne fatto deflagrare nella sala d'aspetto "di seconda classe" attigua al primo binario. 85 persone rimasero uccise e oltre duecento furono i feriti in massima parte turisti in transito per le vacanze ma anche taxisti in attesa di clienti nel piazzale esterno e dipendenti dei negozi e bar della stazione. La Strage di Bologna rimane uno dei più sanguinosi atti terroristici che abbiano colpito l'Italia del dopoguerra.
La Stazione di Bologna Centrale è attualmente la quinta in Italia per dimensioni e volume di traffico viaggiatori (circa 78.000 m² attraversati da 58.000.000 di viaggiatori all'anno), immediatamente dopo Firenze Santa Maria Novella e prima di Napoli Centrale.
Italo