J.F.Kennedy una volta disse: “Dobbiamo usare il tempo come uno strumento, non come una poltrona”...
Non c’è dubbio che, da questo adrenalinico punto di vista, l’umanità attuale - tecnologicamente evoluta - ha dato una risposta definitiva all’aforisma del presidente americano e allora… tutto si muove più velocemente, oserei dire freneticamente.
I tempi si sono accorciati, i giorni si fanno sempre più stretti.
Tutto questo a vantaggio di una comunicazione quasi immediata che, nell’arco di un nano secondo, si muove da un computer all’altro, da un continente all’altro.
Ma se riusciamo a spedire in un lampo testi, foto e video, oggi riusciamo anche noi a spostarci – fisicamente – da un capo all’altro del mondo.
I nostri padri probabilmente stenterebbero a credere che una tratta come Bologna - Firenze con l’Alta Velocità è percorribile in un tempo da “pendolare”: 38 minuti.
2.220 secondi, se uno ci pensa, sono veramente pochi, ed è così che Firenze e Bologna, diventano un’unica città con, ognuna di loro, una provincia solo un po’ più allargata. Con l’Alta Velocità, l’Emilia confonde i propri confini con La Toscana e viceversa. Ti accorgi solo quando senti la prima inflessione con “h” aspirata (se sei di Bologna), o la “s” strascicata (se sei di Firenze), che sei arrivato in un’altra città e non in un altro quartiere con una tratta di metrò o filobus o tram.
Eh sì, il Treno mangiatempo è arrivato e ha un nome, Alta Velocità.
Che ne dite? Aveva ragione il buon Presidente quando diceva che il tempo è uno strumento del nostro presente o sarebbe meglio, ogni tanto, tirare un po’ il fiato?
Comunque, anche tutto questo ha un nome ed è: Futuro.
Ma… non spaventiamoci, per fortuna arriva sempre un giorno alla volta.
Italo