Non un treno ma almeno cinque o sei! Tanti sono necessari per un itinerario che si snoda sui ricordi e le sensazioni, attraverso quattro Paesi che non più di vent’anni fa erano una sola Nazione. Poi c’è stata una guerra fratricida e devastante che ha ridisegnato la geografia dell’Europa e, forse, ha lasciato tutti, anche se più liberi, infinitamente più fragili.
Sono luoghi di una profonda bellezza quelli accarezzati da questo viaggio. E ricchi di una cultura antica e multietnica, come quelli dipinti dai film di Emir Kusturica: ogni stazione una sorpresa e una nuova esperienza.
Si può partire da Zagabria (la città più “europea” dei Balcani) diretti a Fiume e proseguire verso Spalato, tutto in Croazia. Al tempo dei Romani era la capitale della Dalmazia e lo splendido Palazzo di Diocleziano (Patrimonio dell’Umanità secondo l’Unesco) ne testimonia l’antica grandezza.
Si prosegue verso sud, verso la Bosnia-Erzegovia dove gli effetti della guerra degli anni Novanta sono stati devastanti. Una volta raggiunta Mostar e dopo aver sostato davanti al ricostruito Ponte di Mostar (se volete entrare in atmosfera leggetevi i racconti del Premio Nobel Ivo Andric), prendete un nuovo treno verso Sarajevo. La capitale Bosniaca vi affascinerà, sospesa com’è fra la Mitteleuropa e l’Oriente.
Si riprende un altro treno per tornare in Croazia, diretti questa volta verso est. La meta è Novi Sad, in Serbia. La regione è un cocktail molto intrigante di cultura magiara e balcanica: del resto siamo molto vicini al confine ungherese!
Belgrado è vicinissima ed è molto facile arrivare a Uzice, il nodo ferroviario della regione. Qui si prende un altro treno che attraversa, fra scenari di incomparabile bellezza, tutto il Montenegro e arriva a Stari Bar, davanti al Mare Adriatico.
Si, lo so, è un viaggio complicato e anche - sembra – difficile da organizzare. Però, vi assicuro che ne vale davvero la pena. A volte le cose più belle si trovano davvero nel cortile di casa … e i Balcani sono veramente dietro l’angolo!
Italo