L'epopea del far West, ci regala storie e racconti. Sergio Leone, in questo grandioso film, ci racconta anche lui una storia, quella di una vendetta, di una donna e di una stazione...
E' un film corale, duro, senza tregua e pietà scandito dai lunghi silenzi di Harmonica-Bronson e Henry fonda che impersonano rispettivamente la vendetta e il cattivo. Una Claudia Cardinale forse mai così bella, è la vedova che riceve in eredità un terreno che, alla fine del film, si rivelerà prezioso come oro.
Sergio Leone, in questo suo capolavoro, non gira solo banale pellicola 35 mm, in questo film racconta dell'epopea del Far West e di come questa ha declinato la nazione più potente del mondo, nel bene e nel male, proprio come i personaggi di questa pellicola, che si rincorrono nell'anima, sotto un cielo implacabile immersi in una polvere di deserto che sembra coprire tutto e tutti, calda e secca, sottile per entrare nel cuore dello spettatore che assiste allo spettacolo di un mondo lontano, vissuto duramente.
Questo film non è solo un western, non è solo un duello al sole, non è solo vendetta. E' un meccanismo perfetto che si muove tra le scarne parole dei personaggi che lo animano e l'odore di cordite che sale dalle canne fumanti delle Colt, mentre un treno, laggiù, arriva lontano, sbuffando vapore mentre gli operai sollevano la schiena dai binari appena posati, si asciugano la fronte madida di sudore e s'inchinano alla maestosità dell'era moderna che arriva.
Imperdibile. Leggete la
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Italo