Ricordo, con nostalgia, un’estate di qualche anno fa. Alcuni amici siciliani ci portarono in un luogo incantato, una valletta nascosta nell’entroterra a pochi kilometri dal mare: gli oleandri crescevano nelle dimensioni di querce e un torrente limpidissimo gorgogliava in cascatelle formate da grandi massi neri, formando delle “piscine” naturali di acqua gelida e purissima.
Per raggiungerla percorremmo una strada sterrata che si inoltrava anche in alcune gallerie oscure, intagliate nella roccia viva. Era il percorso di una ferrovia abbandonata e in alcuni tratti ancora affioravano dal suolo tratti di rotaie arrugginite. Ad un certo punto arrivammo anche ad una costruzione dirupata. Era la stazione. Su un muro sgretolato si leggeva ancora la scritta “Pantalica” …
Adesso il progetto “Ferrovie abbandonate”, promosso dall’Associazione Italiana Greenways, si sta battendo per conservare la memoria e l’utilizzo alternativo dei tracciati ferroviari non più utilizzati esistenti in Italia.
Nel nostro paese infatti, a partire dagli anni ‘40/50 e con lo sviluppo dell’industria automobilistica, si è arrivati alla eliminazione di migliaia di kilometri di linee ferroviarie.
E’ un patrimonio di grande importanza, da tutelare e salvare nella sua integrità, che è distribuito in tutta la penisola e che giace abbandonato, spesso in balia di vandali o della natura che, lentamente, se ne riappropria.
Sono meravigliose “strade verdi” che collegano spesso borghi e villaggi rurali, attraversando tratti di natura incontaminata dalle automobili.
Visitate il sito http://www.greenwaysitalia.it/ … giuro, non ve ne pentirete! Troverete decine di vie verdi, piste ciclabili e percorsi natura, sparsi ovunque sul territorio e a portata di mano di chiunque abbia voglia di respirare una boccata di ossigeno, lontano dall’aria inquinata delle nostre città.
Troverete anche la descrizione dettagliata del progetto “Ferrovie abbandonate”.
Buona passeggiata a tutti e, mi raccomando, respirate a pieni polmoni!
Italo