C’era il fuochista, uomo di fatica che spalava carbone o legna nel forno della caldaia, che si occupava di tutte quelle operazioni di ordinaria manutenzione prima e durante il viaggio come la rifornitura di scorte e la lubrificazione del ‘rotabile’. Uomo indispensabile per il buon funzionamento dei vecchi locomotori a vapore.
Poi, c’era lui, il macchinista!
Una figura professionale che, passata l’epoca pioneristica della ferrovia dei primi decenni del XX secolo, diventa un punto di riferimento per poeti e scrittori, registi e cantautori.
E’ al macchinista che venne affidato il compito di maggiore responsabilità della condotta e dell'osservanza delle condizioni di via libera del percorso, la responsabilità dell'integrità funzionale del rotabile, la sicurezza dei passeggeri o delle merci.
L’iconografia classica ce lo fa immaginare sporgersi e guardare lontano quell’orizzonte di binari che veniva mangiato lentamente, chilometro su chilometro, dalle ruote della locomotiva.
Una faccia di fuliggine sotto il liso e stropicciato berretto blu dei ferrovieri.
Era uno dei sogni dei bambini dell’epoca: poter amministrare il vapore, i cavalli della caldaia, padrone assoluto e incontrastato del ferro e dell’acciaio, che sprofondava nel buio delle gallerie per riapparire nuovamente al sole, che riverberava sul metallo dei binari.
Oggi, il macchinista, non è solo un guidatore, è anche un tecnico specializzato con conoscenze elettriche e meccaniche delle locomotive che conduce. Che si fionda a oltre 300 Km/h verso un destino che, comunque, non è mai cambiato, quello cioè di trasportare persone da una parte all’altra del pianeta.
“… entrare a 300 Km/h in una galleria, è un’esperienza quasi mistica… ” Mi diceva non molto tempo fa un amico macchinista di treni ad alta velocità “… è come avere l’impressione di correre contro il tempo…” continuava.
Anche noi corriamo contro il tempo, e ad alta, altissima velocità. Non abbiamo troppi ripensamenti o nostalgie. Ci piace correre.
A me piace però ogni tanto ricordare, insieme a voi, quelle facce di fuliggine che ci hanno portato, nel tempo e con fatica, a cambiare il mondo.
Italo