Da Bologna è davvero un attimo arrivare se si sceglie il treno. La stazione è in pieno centro, per fortuna; a piedi seguendo corso del Popolo e corso Garibaldi in dieci minuti si raggiungono “le piazze”.
Non molti lo sanno, ma di Padova si dice che è “la città del caffè senza porte, del prato senza erba e del Santo senza nome”, dove il Santo per antonomasia è Sant'Antonio, il prato senza erba è Prato della Valle, ed il caffè senza porte è il celebre Pedrocchi, che usava star aperto 24 ore su 24. Ovviamente io non ho trascurato queste tre destinazioni.

La mia giornata è iniziata da Piazza Eremitani dove si trova la
Cappella degli Scrovegni, il capolavoro di Giotto. Apro e chiudo un inciso brevissimo - colore, forme, gesti e sguardi si fondono sulle pareti della cappella per narrare le storie di Maria e del Cristo. Giotto fu chiamato all’opera nel 1303 dal banchiere padovano Enrico Scrovegni e scelse il tema della redenzione, che si conclude sulla parete d'ingresso con il Giudizio Universale, affollato di uomini, angeli e anime dannate - Vi ricordo che la visita alla Cappella degli Scrovegni va prenotata con almeno 48 ore di anticipo. Chi non è in possesso della prenotazione può accedere solo in caso di posti liberi.

Dopo tutta quell’arte ho sentito il bisogno di un pausa… quindi, mi sono diretta al celebre
Caffe' Pedrocchi, che dal 1831 è il luogo d’incontro di artisti e letterati. Sono rimasta senza parole nel vedere stucchi e specchi ovunque… Tra gli studenti esiste una superstizione secondo la quale non si deve entrare al Pedrocchi prima di essersi laureati, pena l'impossibilità di conseguire la laurea. Sarà da crederci?…

Sull’ipad ho poi letto che l'appuntamento dei padovani è nelle tre Piazze, nell'animatissimo mercato di banchi, botteghe ed empori pieni di scansie odorose. Qui, far acquisti rimane una sorta di rito quotidiano; le delizie migliori in fatto di frutta e verdura si trovano tutte le mattine in Piazza delle Erbe e Piazza della Frutta. A Piazza dei Signori (dove si fanno veri affari) sono riuscita a scovare un “chiodo” di pelle nero davvero originale. E per pranzo mi sono concessa petto d'oca con cipolla di tropea e mesticanza ed una tagliata di angus al ristorante alle Piazze (Via Manin 8/10). Vi consiglio anche l’osteria dei Fabbri (via dei Fabbri, 13), un ambiente caratteristico, aperto fino all'una di notte, l’ideale per un dopospettacolo o per tirar tardi. Assolutamente da assaggiare il risotto con verdure di stagione e la gustosissima pasta e fagioli. Per un aperitivo segnatevi questi locali dove i più giovani si danno appuntamento per fare quattro 'ciacole' : Caffè Nazionale (piazza delle Erbe 41) e Bar “degli Osei” (piazza della Frutta 1 ).

Prima di visitare
la Basilica di Sant’Antonio - conosciuta dai padovani semplicemente come il Santo, è la più importante chiesa della città e una delle più grandi e visitate al mondo- ho voluto fare un ultimo giro di shopping in due negozi storici. Sono entrata all’Antica Drogheria " Ai due catini d'oro" ex “Dal Zio” (piazza della Frutta 46), una vera istituzione che dal 1841 vende aromi rari e spezie sfuse, frutti canditi, tinture per tessuti… in questo emporio si respira l’atmosfera delle antiche botteghe venete. Altro giro veloce da Cosecosì (via S. Martino e Solferino 15) luogo ideale se cercate i tessuti romagnoli stampati a mano dal 1826, i tessuti a telaio umbri, le ceramiche inglesi, di Vietri, di De Simone e della Puglia.
Il mio itinerario per voi è finito, ci sarebbero molti altri posti da visitare, magari li vedremo assieme la prossima volta.
Se andate a Padova in giornata tenete d’occhio l’orologio e non fate come me, che dalla distrazione quasi rischiavo di perdere il treno di ritorno!!!
Ciao a tutti.
AltraVelocità